QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO. La discussione del gruppo

Mentre l’Italia giocava con energia ed entusiasmo contro la Germania e si qualificava per la finale degli europei di calcio facendo sognare tutti per un po’ (sogno infranto quattro volte, come è ormai ben noto), il nostro gruppo di lettura sedeva in terrazza e discuteva, se possibile, con altrettanta energia della nostra nazionale, e inoltre con fervore, calore, interesse e passione di un libro importante, un film importante (impossibile non fare riferimenti al film tratto dal libro e all’interpretazione straordinaria di Jack Nicholson) e, soprattutto, un tema importante, pregnante e controverso quale la follia (o presunta tale).

Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey, definito da chi lo ha proposto “uno dei libri culto della mia vita” e da chi lo ha presentato “un fulgido esempio di narrazione delicata e visionaria”, ha messo, come è successo pochissime altre volte, d’accordo tutti. Un libro di una umanità profondissima: una bellissima storia, molto ben raccontata, con personaggi memorabili (su tutti McMurphy/Jack Nicholson) e momenti indimenticabili e struggenti (l’uscita in barca, la visione della luna, lo stratagemma letterario della nebbia). Una storia in cui dramma, ironia, tenerezza e divertimento sono perfettamente calibrati così come il piano onirico e quello reale.

Il libro denuncia il trattamento inumano cui sono sottoposti i pazienti degli ospedali psichiatrici, i “matti”. Ma, in realtà, come è stato sottolineato, è un libro di denuncia alla società tout court, una critica feroce alla prepotenza del potere che non accetta domande e impone dogmi per tenere tutto e tutti sotto controllo. Ma chi sono i matti? Perché fanno paura? Il matto, il folle, è il “senza pelle”, è colui che percepisce la realtà senza filtri, salta passaggi, per cui arriva dritto al cuore. Certo, questo tema ha appassionato e aperto mille interpretazioni emotive e anche culturali: il riferimento a Pirandello e alla sua lucida follia come salvezza; il ricordo della legge Basaglia e della sua apertura ma anche ciò che ha lasciato in sospeso; le paure e le difficoltà di ognuno di noi.

Chiudiamo con una nota curiosa: solo una lettrice non ha letto il libro. Perché ha voluto leggerne un altro. Mani di Patrick Leigh Fermor, l’autore di Tempo di regali, discusso e bocciato nell’incontro precedente. “Abbiamo scelto il libro sbagliato: Mani è un grande, grandissimo libro. Imperdibile”. Onore restituito al grande viaggiatore. Evviva alla libera iniziativa dei componenti del nostro gruppo, che vogliono andare a fondo delle cose…

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Informazioni su Gruppo di lettura - Pesaro

Gruppo di lettura della Biblioteca San Giovanni di Pesaro
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